Dopo Dubrovnik, Bol

Il 22 luglio siamo partiti, regolarmente, ovvero con il bus per Milano Malpensa, all’orario infame delle 3 di notte. Arrivati in aeroporto alle 5 in punto, per il nostro volo delle 7 per Dubrovnik, ci rendiamo conto che noi siamo gli unici addormentati: tutto è già operativo e funzionante. Quindi il volo con Easyjet che ci regala all’atterraggio una valigia tristemente rovinata.
Il “cousin” di Zoran, il proprietario della pensione sopra la città vecchia di Dubrovnik, ci accompagna in auto: e meno male perché la già detta pensione si trova sulle colline di Dubrovnik, a circa 400 scalini dalle imponenti mura.
Zoran non esiste, vediamo solo il fratello Igor, gentile e disponibile (difficile da capire quando prova a parlare in italiano).
20130727-232730.jpgDubrovnik, Stari Grad, città da cartolina, distrutta quasi totalmente nella guerra dell’ex jugoslava e ricostruita a puntino. Affascinante.
Quindi mare, spiagge che sono per lo più di sassi, ciottoli e pietre: complicatissimo camminarci. La spiaggia in cui andiamo più spesso, a ridosso delle mura, è affollatissima, ma bellina.
Un giorno ci avventuriamo con un bus locale per spingerci in un’altra spiaggia.

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24 luglio: escursione sull’isola di Miljet: perdiamo il traghetto del ritorno e ci troviamo costretti a vivere più da vicino la ridente località chiamata Polace. Consiglio: guardare con attenzione gli orari dei trasporti interni all’isola.
27 luglio: partenza per la meta successiva: viaggio tipo Odissea per raggiungere Split, ovviamente in pullman, da cui prendere il catamarano giornaliero che la collega con Bol.

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